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La Resistenza senz'armi : lotta di liberazione nazionale

Romagnoli, Renato <1926- >

Studi Locali Adulti Associazione nazionale partigiani d'Italia 2008

Abstract

«A tanti anni di distanza la lotta di liberazione si sottrae a qualsiasi facile schema celebrativo, rifiuta di essere “imbalsamata” ma conserva intatta la sua carica polemica e il suo messaggio di speranza».
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Testo a stampa (moderno)
Monografia
Studi Locali Adulti
BID UBO3425426
Description La *Resistenza senz'armi : *lotta di liberazione nazionale / Renato Romagnoli (Italiano)
[Bologna] : Anpi, [2008?]
IX, 131 p. ; 24 cm
Note Il compl. del tit. è un pretit.
OCLC 889615062
Author
Romagnoli, Renato <1926- >
Note e bibliografia
Coauthor
Associazione nazionale partigiani d'Italia <Bologna>
Subjects RESISTENZA - Bologna - Diari e memorie
Termini Bologna (provincia)
Resistenza. 1939-1945
Testimonianze, Diari, Resoconti
Dewey 853.914 Narrativa italiana. 1945-1999
945.091 STORIA. ITALIA. 1900-1946
Publication place Bologna
Publisher Associazione nazionale partigiani d'Italia
Publication year 2008
Titolo dell'opera La Resistenza senz'armi : lotta di liberazione nazionale
Abstract di polo «A tanti anni di distanza la lotta di liberazione si sottrae a qualsiasi facile schema celebrativo, rifiuta di essere “imbalsamata” ma conserva intatta la sua carica polemica e il suo messaggio di speranza». [Fonte: http://informa.comune.bologna.it/iperbole/media/files/resistenza__consigli_di_lettura.pdf]. - Un breve profilo di Renato Romagnoli, tratto da anpipianoro.it: Iscritto al PCI dalla fine del 1943, fino al febbraio 1944, svolse attività politica. Partecipò all’insediamento di partigiani bolognesi nel Veneto nell’inverno 1943-44. Rientrato a Bologna il 6/4/44, venne inserito in un gruppo gappista della 7a brg GAP Gianni Garibaldi. Fece parte del gruppo di 12 gappisti che il 9/8/44 compì l’ardimentosa azione che portò alla liberazione dei detenuti politici rinchiusi nel carcere di S. Giovanni in Monte (Bologna). Partecipò alle battaglie di Porta Lame (7/11/44) e della Bolognina (15/11/44). Restò ferito in combattimento. Fu nominato comandante del reparto di polizia partigiana. Riconosciuto partigiano dal 3/3/44 alla Liberazione. Gli è stata conferita la medaglia d’argento al valor militare con la seguente motivazione: «Comandante della squadra di polizia di una brigata G.A.P. partecipava con solo undici compagni animati dalla stessa fede all’audace colpo di mano che ridava libertà a duecentoquaranta detenuti politici rinchiusi nelle carceri di S. Giovanni in Monte. A Porta Lame e alla Bolognina si distingueva per indomito valore sostenendo una fiera lotta contro preponderanti forze nazifasciste che appoggiate da dodici carri armati cercavano di sgominare e catturare i partigiani rifugiati fra le macerie delle case distrutte dai bombardamenti aerei. Dopo un’epica difesa, piuttosto che cadere nelle mani del nemico, arditamente balzava fuori dal rifugio e abbattuti col preciso fuoco del suo mitra due soldati tedeschi accorsi per sbarrargli il passo, dava la possibilità ai compagni di sfuggire all’accerchiamento e di portare in salvo i partigiani feriti. Mirabile esempio di audacia, altruismo e sprezzo del pericolo». [Fonte: https://anpibologna.it/cera-una-volta-la-settima-gap/]. - I Gruppi di Azione Patriottica (GAP), formati dal comando generale delle Brigate Garibaldi alla fine dell'ottobre 1943, erano piccoli gruppi di partigiani che nacquero su iniziativa del Partito Comunista Italiano per operare prevalentemente in città, sulla base dell'esperienza della Resistenza francese. I militanti dei GAP erano detti "gappisti". Per estensione, erano denominate GAP anche le meno numerose unità partigiane cittadine socialiste e azioniste. (...) [Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Gruppi_di_Azione_Patriottica].