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La mia vita

Merlin, Lina

Biografie 1989

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Testo a stampa (moderno)
Monografia
Biografie, testo non letterario
BID CFI0152333
Description La *mia vita / Lina Merlin ; a cura di Elena Marinucci
Firenze : Giunti, c1989
XIX, 188 p., [3] carte di tav. : ill. ; 20 cm.
ISBN 9788809201507
8809201507
BNI 91-8619
OCLC 799787156
Series Astrea , 27
Autore
Merlin, Lina
Note e bibliografia
Curatore
Marinucci, Elena <1928-2023>
Note e bibliografia
Subjects MERLIN, LINA - Autobiografia
Dewey 328.45092 PROCESSO LEGISLATIVO ITALIANO. Persone
Publication year 1989
Titolo dell'opera La mia vita <biografia>
Abstract di polo "La mia vita" di Lina Merlin, a cura di Elena Marinucci, Giunti, 1989 è un libro testimonianza prezioso, unico e irripetibile. Proviamo a pensare alla storia a cui appartiene. In Italia le donne vanno a votare per la prima volta nel 1945. Lina Merlin entrerà nello stesso periodo a fare parte dell’Assemblea costituente e sarà una delle prime 21 deputate e l’unica donna del Senato. Già commuove vedere quelle italiane chiamate per la prima volta a esprimere il voto. Erano orgogliose le giovani, emozionate le più coscienti della vittoria emancipatoria conseguita e quasi intimidite quelle che mai ci avevano pensato prima. Ma altrettanto commovente è pensare invece alle elette dopo avere immaginato le elettrici. Le madri della repubblica, certamente dotate di molta più loquela delle loro simili – in maggioranza casalinghe andate alle urne -, di sicuro più disinibite e esperte della materia politica, riflettono su di sé quell’insieme di sentimenti e di ragioni delle italiane decretate ‘pronte’ finalmente a assumersi il ruolo di cittadine con tutti i diritti civili. Lina Merlin nel 1945 ha già alle spalle molti anni di politica attiva. Nasce nel 1887 a Pozzonovo di Padova e nel 1919 entra a fare parte del PSI. Pacifista convinta, lei che nella prima guerra mondiale ha perso i due fratelli, sceglie un partito, «il solo che avesse avversato la “ bella guerra” distruttrice di uomini e di cose, che aveva persino cacciato dalle sue file il suo segretario direttore dell’Avanti, quando questi aveva esaltato la guerra “rivoluzionaria” in cambio del milione ricevuto, via Svizzera, dalla Francia che voleva essere sicura al confine delle Alpi.» Da quel momento la sua opposizione al fascismo sarà coerente, inamovibile e pagata personalmente con la cacciata dalla scuola dove insegnava e cinque anni di confino, molte umiliazioni, convocazioni in questura e soprusi per lei e la sua famiglia, fino a vedere morire l’unico marito della sua vita, nel 1936, Dante Gallani, un deputato del suo partito con cui si era sposata sei anni prima. Un uomo provato dalle angherie fasciste e a cui erano stati ammazzati due figli. Negli anni del fascismo la vediamo nelle fotografie del 1927, durante il confino in Sardegna, sempre elegante con il cappellino che fa ombra su quella faccia triste. È insieme agli altri esiliati. Tutti uomini. Anche qui. Quante situazioni Lina Merlin ha condiviso unica donna fra gruppi di maschi. Eppure non la sentiamo mai sottolineare, come spesso fanno adesso le donne «sono stata l’unica donna in un gruppo etc.» Quella condizione è il segno di una passione politica inarrestabile, urgente, insopprimibile anche nelle condizioni più avverse, alla quale certamente altre donne corrisposero, fra le più note l’amica Anna Kuliscioff. È interessante come lei che non ebbe figlie e figli biologici, nella lettera pubblicata in "La mia vita" – dove motiva perchè ha lasciato la tessera del PSI – si definisca «educatrice e madre per sempre» dei giovani. Lei è dunque «un’educatrice per vocazione». È questa missione che la spinge verso le donne fino dall’8 settembre del 1943, con il formarsi delle organizzazioni partigiane. «Fondammo i Gruppi di difesa della donna, rappresentati nel C.L.N.A.I. (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia) […]. Il nostro lavoro era difficile e duro, qualche volta pericoloso, ma io miravo a uno scopo, che mi differenziava dalle altre amiche: oltre a combattere la lotta in corso e più che a ottenere poi il diritto di voto e volare verso il futuro parlamento, desideravo educare la donna, anzi prima di tutte le altre, le donne che partecipavano al movimento di liberazione. Agire con entusiamo e coraggio in tempi eccezionali è difficile, ma più difficile ancora quando si deve ricostruire un paese in sfacelo. Un’unione femminile nazionale sarebbe stata necessaria al di sopra e al di fuori d’ogni credo politico e religioso. Questa frase, divenuta poi un luogo comune, fu il mio primo messaggio alle donne italiane e non so qualefine abbia fatto.» In realtà dopo nasceranno parecchie associazioni femminili, il C.I.F. (Centro Italiano Femminile), l’U.D.I. (Unione Donne Italiane) – e lei sarà fra le fondatrici – e l’A.N.D.E. (Associazione Nazionale Donne Elettrici), proseguendo, attesa dei tempi che vedranno la nascita delle femministe, la tradizione di fine ottocento, emancipazionista, riformatrice e di soccorso alle donne, che aveva dato vita a numerose associazioni femminili poi spezzate e spazzate via dal fascismo. (...) [Fonti: http://www.donneconoscenzastorica.it/2011/03/03/libri-recensioni-la-mia-vita-di-lina-merlin-giunti-1989/ ; G.M.]. - Nota sull'Aut. [Merlin, Lina (PD 1887-1979)]: Lina Merlin (AFI: /merˈlin/), all'anagrafe Angelina Merlin (Pozzonovo, PD 15 ottobre 1887 – Padova, 16 agosto 1979) è stata una politica e insegnante italiana, una delle 21 donne elette all'Assemblea Costituente e la prima donna a essere eletta al Senato della Repubblica. Il suo nome è legato alla legge 20 febbraio 1958, n. 75 - conosciuta come Legge Merlin - con cui venne abolita la regolamentazione della prostituzione in Italia. - Biografia: Origini e formazione: Originaria di Chioggia, era figlia di Giustina Poli, insegnante, e Fruttuoso Merlin, segretario comunale a Pozzonovo. Visse a Chioggia per tutta l'infanzia e la giovinezza. Conseguita la maturità magistrale presso l'istituto delle Suore Canossiane, si trasferisce a Grenoble, in Francia, dove approfondisce le sue conoscenze di lingua e letteratura francese, materia in cui conseguirà successivamente la laurea. La giovane maestra Lina Merlin cominciava a rendersi conto delle condizioni in cui vivevano le donne del suo tempo: in particolare non tollerava l'ipocrisia dei capi di famiglia religiosi e osservanti, che non trovavano alcuna contraddizione tra i loro principi e il frequentare le prostitute. Le case chiuse erano infatti considerate luogo di svago dove i giovani potevano fare esperienza, mentre sarebbe stato scandaloso per una donna avere rapporti sessuali fuori del matrimonio. Nel 1919 un amico la invita a far parte del movimento fascista: c'è bisogno di organizzare le donne e lei sembra la persona ideale. Lina si sente attratta invece dagli ideali del socialismo che ritiene più vicini alla sua mentalità e alla sua morale. Si iscrive perciò al Partito Socialista Italiano, cominciando a collaborare al periodico "La difesa delle lavoratrici", di cui in seguito assumerà la direzione. Collabora con il deputato socialista Giacomo Matteotti, a cui riferisce nei dettagli le violenze perpetrate dalle squadre fasciste nel padovano. - L'attività antifascista: Quando, nel 1925, dopo l'assassinio di Giacomo Matteotti, Mussolini consolida il suo potere, il destino di Angelina è ormai segnato. In meno di ventiquattro mesi viene arrestata cinque volte. Inoltre nel 1926 viene licenziata dal suo impiego di insegnante perché si rifiuta di prestare il giuramento di fedeltà al regime, obbligatorio per gli impiegati pubblici. In seguito alla scoperta del complotto per attentare alla vita del duce da parte di Tito Zaniboni, il suo nome viene iscritto nell'elenco dei "sovversivi" affisso nelle strade di Padova. Lina quindi si trasferisce a Milano, dove pensa sia più difficile essere rintracciata. Lì comincia a collaborare con Filippo Turati, ma viene arrestata e condannata a cinque anni di confino, in Sardegna. La prima destinazione è Nuoro, ma la città è considerata “un covo di Sardisti avversi al regime”, per cui dopo tre giorni viene spostata a Dorgali, dove rimane solo tre mesi per essere divenuta "troppo popolare". (...) [Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Lina_Merlin ; G.M. (CONTINUA anche in "N.O."].