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Il lavoro interinale in Emilia-Romagna

Agenzia Emilia-Romagna Lavoro 2003

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Testo a stampa (moderno)
Monografia
BID UBO2279948
Description Il *lavoro interinale in Emilia-Romagna / [a cura di Gabriele Marzano]
Bologna : Regione Emilia Romagna, Agenzia Emilia-Romagna lavoro, 2003
142 p. ; 23 cm.
OCLC 1277495527
Coauthor
Marzano, Gabriele
Note e bibliografia
Subjects LAVORO INTERINALE - Emilia-Romagna
LAVORO TEMPORANEO - Emilia-Romagna
LAVORO TEMPORANEO - Emilia-Romagna - 2001
Termini Agenzie di lavoro interinale
Condizioni di lavoro
Congressi
Emilia-Romagna
Lavoro interinale
Mercato del lavoro
Relazioni industriali
Dewey 331.1209454 MERCATO DEL LAVORO. Emilia-Romagna e San Marino
331.54209454 LAVORATORI A TEMPO DETERMINATO. Emilia-Romagna e San Marino
Publication place Bologna
Publisher Agenzia Emilia-Romagna Lavoro
Emilia-Romagna <Regione>
Note e bibliografia
Publication year 2003
Titolo dell'opera Il lavoro interinale in Emilia-Romagna
Abstract di polo Il lavoro interinale (dal latino ad interim, "provvisorio"), nel diritto del lavoro in Italia, è stato un tipo di rapporto di lavoro temporaneo vigente in Italia sino al 2003. Introdotto nel 1997 dal pacchetto Treu, è stato poi abrogato e sostituito dalla somministrazione di lavoro introdotta dalla legge Biagi. - Storia: Il mercato del lavoro italiano era in origine sottoposto al regime del sistema di collocamento pubblico obbligatorio gestito dallo Stato. Tale regime era regolato dalla legge 29 aprile 1949, n. 264, tutelando tale monopolio con sanzioni penali; ad esempio l'art. 11, al primo comma, vietava l'esercizio della mediazione tra offerta e domanda di lavoro subordinato, anche quando tale attività era svolta gratuitamente. L'art. 1, primo comma, della legge 23 ottobre 1960, n. 1369, poi vietava la mediazione e l'interposizione nei rapporti di lavoro; l'inosservanza di questa norma comportava, in particolare, l'applicazione di pesanti sanzioni penali. Il divieto dell'attività di collocamento privata e della mediazione di lavoro interinale aveva un carattere pubblicistico, ed era posto a tutela dei lavoratori e dell'economia nazionale. Tale regime era però in contrasto con gli articoli 82 e 86 del Trattato della Comunità Europea, poiché secondo la giurisprudenza comunitaria qualificava gli uffici pubblici di collocamento come attività di impresa, soggetta agli obblighi di libera concorrenza, anche se svolgono attività nell'interesse economico generale, e in quanto titolari di un monopolio legale, di un servizio di collocamento in esclusiva, come posizione dominante in un mercato comune. Tale posizione dominante venne considerata illegittima e anticoncorrenziale sanzionando l'Italia per aver creato delle limitazioni e delle storture nel mercato del lavoro, poiché si mostrava palesemente inadeguata e non in grado di soddisfare la domanda di lavoro, non consentendo ai privati di svolgere la medesima attività (...) [Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Lavoro_interinale].