"La mia vita tra i briganti" raccoglie le annotazioni quotidiane di José Borjès, generale carlista spagnolo incaricato dal Comitato Borbonico di Marsiglia di promuovere e dirigere una vasta insurrezione legittimista nel Mezzogiorno d'Italia per restaurare il trono di Francesco II. Il volume, curato da Tommaso Pedio, riproduce fedelmente il diario che il generale tenne durante la sua spedizione del 1861, rappresentando uno dei rari e più preziosi documenti superstiti scritti direttamente da un protagonista del fronte borbonico. Attraverso una narrazione asciutta e rigorosa, Borjès documenta il suo sbarco in Calabria e il faticoso tentativo di inquadrare militarmente le masse contadine e le bande locali in un esercito regolare. L'opera mette a nudo l'insanabile contrasto tra l'ideale cavalleresco del generale e la realtà della guerriglia sociale guidata da capi come Carmine Crocco, verso i quali Borjès esprime giudizi severi e amarezza per la mancanza di disciplina e di fini politici superiori. Il diario si interrompe bruscamente con la cattura e la successiva fucilazione di Borjès a Tagliacozzo, offrendo una testimonianza fondamentale sulle contraddizioni e sul fallimento del disegno di restaurazione monarchica nel Sud post-unitario.