Ultima figura emblematica di una ormai classica tradizione modernista, erede e testimone di quel fecondo ambiente romeno di cui facevano parte Brancusi e Tzara, Ionesco, Eliade e Cioran, e come loro inevitabilmente esule, Nina Cassian ha percorso un tragitto artistico e umano singolare come la sua persona.
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Nel 1985 durante un soggiorno negli Stati Uniti finisce nel mirino della polizia, che ha scoperto certi suoi testi a dir poco caustici contro la politica e i politicanti del Paese: decide allora di non tornare in patria e chiede asilo politico. Qui, sostenuta e tradotta da vari poeti americani, rinasce a nuova vita. E la scelta, la riproposta, la traduzione, a volte la vera e propria ricreazione delle poesie romene precedenti l'esilio, nonché la stesura di nuovi componimenti - in romeno prima, e dopo qualche anno anche in inglese -, alimenteranno un corpus notevole. Il timbro è unico: diretto, spudorato, strenuamente lirico, a tratti disarmante, a tratti sornione, arguto e brutale al tempo stesso - e nudo. Si passa dalle punte epigrammatiche avvelenate ai voli pindarici sulle ali d'organo di un Bach - non per niente la Cassian compone musica: e dipinge, disegna, illustra libri anche per l'infanzia, spesso scritti da lei -, e ogni volta queste poesie, come ha scritto Vittorio Sermonti, ci riguardano da vicino, "sconvenientemente".
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Scheda
Unimarc
Testo a stampa (moderno)
Monografia
Codice SBN
RAV1994286
Descrizione
*C'è modo e modo di sparire : poesie 1945-2007 / Nina Cassian ; a cura di Ottavio Fatica ; traduzione di Anita Natascia Bernacchia e Ottavio Fatica Milano : Adelphi, 2013 301 p. ; 22 cm