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Canti dell'esilio

Farina, Virginia

poesia 2025

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Testo a stampa (moderno)
Monografia
poesia
Codice SBN UBO4927437
Descrizione *Canti dell'esilio / Virginia Farina, Federico Pesci
Lecce : Terra d'ulivi edizioni, 2025
64 p. ; 20 cm. (Sul front.: "Entro i confini del mondo non vi può essere esilio di sorta: nulla, infatti, che si trovi in questo mondo è estraneo all'uomo" Lucio Anneo Seneca.
ISBN 9791256740369
Collana I granati , 62
Primo Autore
Farina, Virginia
Note e bibliografia
Coautore
Pesci, Federico
Dewey 851.92 POESIA ITALIANA. 2000-
Anno pubblicazione 2025
Titolo dell'opera Canti dell'esilio
Abstract di polo Eva e Adam. Il nome della prima donna e del primo uomo perché è lì, in quel primo, che già tutto si compie ed è detto. Eva e Adam. Ossia, ogni possibile creatura che, nel canto di Eva e Adam, diviene reale, vivente. Un canto, il loro, che si fa visibile tempo e che dice la necessità imperativa di essere ogni creatura, diventando così possibile accogliere tutti gli esili, accoglierli per esserne plasmati, per dirne il valore/dolore collettivo, sia etico che culturale.
E generazionale:
“Ho fatto il pane stanotte
nell'ora più buia,
quella in cui i morti
percorrono la terra cantando
e non dovrebbero i vivi
restare in ascolto
di tanto irredento dolore”.
Fare il pane. Nell’ora più buia, quando vivi e morti si fanno unica generazione, quando nel pane si condensano canto e esilio, e il canto e l’esilio, in questo modo, si fanno cibo, diventando concreti, corporei, testimonianza della nostra origine e coscienza, del nostro essere vivi.