Venti donne, venti storie. Hanno un’età compresa tra i 26 e i 71 anni, provengono da 13 paesi e 4 continenti.
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Alcune sono partite da giovani lasciando figli piccoli, altre in età matura, con famiglie consolidate alle spalle o matrimoni fallimentari, e tutte con un vago progetto migratorio: restare il tempo necessario a mettere da parte dei soldi per assicurare ai figli un avvenire migliore, aiutare i genitori, farsi una casa. Ma il “fenomeno badanti” è anche e soprattutto una storia di donne: straniere che, con il proprio lavoro di cura, vengono a sostituire italiane, che quegli stessi compiti svolgevano non per denaro ma in nome dei legami di sangue. Una storia che si svolge tutta all’interno delle nostre mura domestiche e fa risaltare, per contrasto, tutta l’insensatezza e l’inutilità di quegli altri muri che spuntano ogni giorno in Europa e nel mondo. Quando tornavo in Ucraina era tutto grigio, ho visto tanta differenza, c’è gelosia, curiosità, tutta la gente ti chiede ma quando ritorni, perché sei ancora là? Ci lamentiamo che non stiamo bene in Italia ma siamo ancora qua. Da tutte le parti ci vogliono soldi, servono per stare un po’ meglio, non è che diventi ricca, è per campare là un po’ meglio. I soldi che guadagno qui, c’è sempre qualche buco da tappare. Ho fatto quattro volte un prestito alla banca per far studiare i figlioli che poi si sono laureati; ho fatto i lavori alla casa; ho sistemato la casa della mia mamma. Aiuto i figlioli, non vorrei che loro venissero in Italia, hanno preso una laurea là e vengono a lavorare in un bar? Finché di salute sto bene sono qua, dopo chissà. Anastasia
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Unimarc
Testo a stampa (moderno)
Monografia
Codice SBN
CFI0948752
Descrizione
Il *mio paese adesso sono due : storie di badanti / Liliana Di Ponte e Daniela Simi Pisa : ETS, 2017 155 p. ; 21 cm