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| Testo a stampa (moderno) | ||
| Monografia | ||
| narrativa | ||
| Codice SBN | ANA0109426 | |
| Descrizione | *Lessico famigliare / Natalia Ginzburg Roma : La Biblioteca di Repubblica, c2003 221 p. ; 22 cm |
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| Note | Edizione speciale Supplemento a: La Repubblica |
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| ISBN | 9788496142435 | |
| 8496142434 | ||
| Collana | La Biblioteca di Repubblica. Novecento , 71 | |
| Primo Autore |
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Note e bibliografia |
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| Dewey | 853.914 Narrativa italiana. 1945-1999 | |
| Anno pubblicazione | 2003 | |
| Titolo dell'opera | Lessico famigliare | |
| Abstract di polo | "Lessico famigliare" è un romanzo autobiografico di Natalia Ginzburg (1916-1991), pubblicato da Einaudi nel 1963, anno in cui vinse il Premio Strega. Il libro è stato tradotto in molte lingue, tra le quali l'ebraico, il giapponese, il cinese, il coreano. - Trama: «Lessico famigliare non è un'autobiografia, è un libro che racconta le persone della mia vita, non la mia vita. Io intendevo non essere un personaggio in questo libro, intendevo essere semplicemente un testimone, quindi il mio personaggio io l'ho ignorato quasi, sta nell'ombra, io ho detto quasi nulla di me.» (Natalia Ginzburg). - Il romanzo racconta dall'interno la vita quotidiana della famiglia Levi-Tanzi, dominata dalla figura del padre Giuseppe. Il libro è, in parte, una cronaca ironico-affettuosa della famiglia dagli anni '20 ai primi anni '50, attraverso abitudini, comportamenti e soprattutto la comunicazione linguistica, da cui deriva il titolo. Figure ed eventi si avvicendano nelle pagine senza ordine gerarchico, e si presentano da sé, vivono attraverso i loro gesti e le loro parole. In questo libro si affrontano anche i conflitti e le vicende della famiglia Levi. Molta attenzione viene dedicata alle figure della madre e dei fratelli, soprattutto durante il fascismo. Il romanzo ripercorre inoltre vicende più drammatiche, cronologicamente collocate soprattutto nel periodo fascista e nel secondo dopoguerra in Italia, in particolare l'impatto delle leggi razziali fasciste, il confino dell'autrice in Abruzzo, l'uccisione del marito dell'autrice, Leone Ginzburg, per attività politica antifascista, fino ad arrivare al suicidio di Cesare Pavese e alla caduta delle illusioni della Resistenza. - Personaggi: Nel libro vengono rievocati, oltre ai componenti del nucleo familiare dell'autrice, anche numerosi personaggi appartenenti alla famiglia materna (Tanzi) e paterna (Levi), come anche figure legate da rapporti di amicizia o di natura professionale con componenti della famiglia dell'autrice. Tra questi troviamo: il padre Beppino, all'anagrafe Giuseppe Levi, scienziato; la madre, Lidia Tanzi; fratelli e sorelle: Gino, Mario, Alberto, Paola; Silvio Tanzi, fratello della madre Lidia, compositore e critico musicale; Drusilla Tanzi, sorella di Silvio e Lidia, autrice, compagna di Eugenio Montale; Eugenio Tanzi, psichiatra, zio della madre; la famiglia di Tullio Terni, collega del padre Giuseppe; la coppia Anna Kuliscioff e Filippo Turati; quest'ultimo venne ospitato nel 1926 nell'abitazione della famiglia Levi-Tanzi poco prima della sua fuga in Francia; Adriano Olivetti, marito della sorella Paola; Camillo Olivetti; Leo Pestelli, amico del fratello Alberto; Gian Carlo Pajetta, amico del fratello Alberto; Nicola Chiaromonte, amico del fratello Mario; Andrea Caffi, amico del fratello Mario; Renzo Giua, amico del fratello Mario; Sion Segre Amar, amico del fratello Mario; Franco Rasetti, amico del fratello Gino; Jeanne Modigliani, brevemente sposata con il fratello Mario; Margherita Sarfatti, figlia della cugina del padre Giuseppe; Gino Galeotti, collega del padre Giuseppe e zio di Franco Rasetti; Vittorio Foa; Leone Ginzburg, marito dell'autrice; Felice Balbo e Gigliola Berardelli; Giulio Einaudi; Cesare Pavese; Giacomo Mottura; Maurice Chevremont, biologo, allievo di Giuseppe Levi, lo invitò presso l'Università di Liegi nel 1938 (...) [Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Lessico_famigliare ; G.M.]. - Nota sull'Aut. [Ginzburg, Natalia (nata Levi - Palermo, 14 luglio 1916 – Roma, 7 ottobre 1991)]: Scrittrice, drammaturga, traduttrice e politica italiana, figura di primo piano della letteratura italiana del Novecento. - Biografia: Natalia Levi nacque il 14 luglio del 1916 a Palermo, figlia di Giuseppe Levi, illustre scienziato triestino ebreo, e di Lidia Tanzi, milanese cattolica, sorella di Drusilla Tanzi. Il padre era professore universitario antifascista e insieme ai tre fratelli di lei sarà imprigionato e processato con l'accusa di antifascismo. I genitori diedero a Nataliae ai fratelli un'educazione atea. - Formazione e attività letteraria: Natalia trascorse l'infanzia e l'adolescenza a Torino. Della sua prima giovinezza raccontò lei stessa in alcuni testi autobiografici pubblicati soprattutto in età avanzata, fra cui "I baffi bianchi" (in "Mai devi domandarmi", 1970). Compì gli studi elementari privatamente, trascorrendo quindi in solitudine la sua infanzia; sin dalla tenera età si dedicò alla scrittura di poesie. Si iscrisse poi al Liceo - Ginnasio Vittorio Alfieri, vivendo come un trauma il passaggio alla scuola pubblica. Già nel periodo liceale si dedicò alla stesura di racconti e testi brevi, primo fra tutti "Un'assenza" (la sua «prima cosa seria»), poi pubblicato sulla rivista "Letteratura" negli anni Trenta. Abbandonò invece la poesia; a tredici anni aveva fra l'altro spedito alcuni suoi componimenti a Benedetto Croce, che espresse un giudizio negativo su di essi. Esordì nel 1933 con il suo primo racconto, "I bambini", pubblicato dalla rivista "Solaria", e nel 1938 sposò Leone Ginzburg, col cui cognome firmerà in seguito tutte le proprie opere. Dalla loro unione nacquero due figli e una figlia: Carlo (Torino, 15 aprile 1939), che diverrà un noto storico e saggista, Andrea (Torino, 9 aprile 1940 – Bologna, 4 marzo 2018) e Alessandra (Pizzoli, 20 marzo 1943). In quegli anni strinse legami con i maggiori rappresentanti dell'antifascismo torinese e in particolare con gli intellettuali della casa editrice Einaudi della quale il marito, docente universitario di letteratura russa, era collaboratore dal 1933. Nel 1940 seguì il marito, inviato al confino per motivi politici e razziali, a Pizzoli in Abruzzo, dove rimase fino al 1943. Nel 1942 scrisse e pubblicò, con lo pseudonimo di Alessandra Tornimparte, il primo romanzo, dal titolo La strada che va in città, che verrà ristampato nel 1945 con il nome dell'autrice. In seguito alla morte del marito, torturato e ucciso nel febbraio del 1944 nel carcere romano di Regina Coeli, nell'ottobre dello stesso anno Natalia giunse a Roma, da poco liberata, e si impiegò presso la sede capitolina della casa editrice Einaudi. Nell'autunno del 1945 ritornò a Torino, dove rientrarono anche i suoi genitori e i tre figli, che durante i mesi dell'occupazione tedesca si erano rifugiati in Toscana. Nel 1947 esce il suo secondo romanzo "È stato così" che vince il premio letterario "Tempo". In quello stesso periodo, come ha rivelato Primo Levi a Ferdinando Camon in una lunga conversazione diventata un libro nel 1987 e poi lo stesso Giulio Einaudi in una intervista televisiva, diede parere negativo alla pubblicazione di "Se questo è un uomo". Il libro uscirà per una piccola casa editrice, la De Silva di Franco Antonicelli, in 2500 copie, e solo nel 1958 verrà riproposto da Einaudi diventando il grande classico che conosciamo. Nel 1950 sposò l'anglista Gabriele Baldini, docente di letteratura inglese e direttore dell'Istituto Italiano di Cultura a Londra, con il quale concepirà la figlia Susanna (4 settembre 1954 – 15 luglio 2002) e il figlio Antonio (6 gennaio 1959 – 3 marzo 1960), entrambi portatori di handicap. Iniziò per Natalia un periodo ricco in termini di produzione letteraria, che si rivelò prevalentemente orientata sui temi della memoria e dell'indagine psicologica. Nel 1952 pubblicò "Tutti i nostri ieri"; nel 1957 il volume di racconti lunghi, "Valentino", che vinse il premio Viareggio, e il romanzo "Sagittario"; nel 1961 "Le voci della sera" che, insieme al romanzo d'esordio, verrà successivamente raccolto nel 1964 nel volume "Cinque romanzi brevi". (...) [Fonti: G.M. ; https://it.wikipedia.org/wiki/Natalia_Ginzburg]. |