Eterea e disappetente, ma generosa nutrice, esperta cuoca e squisita ospite: si configura così, nella vivace e documentata ricerca condotta da Anna Colella, la moglie e madre ideale dell'Italia borghese di fine Ottocento.
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L'intreccio tra la retorica ottocentesca della maternità e l'incremento degli impegni nella vita sociale si precisa non soltanto nella pratica quotidiana tra le pareti domestiche, ma anche in una copiosa produzione a stampa: ricettari e libri di cucina, trattati sull'igiene, consigli medici, insieme con l'educazione alimentare impartita nelle scuole femminili, furono strumenti efficaci per la diffusione di un modello di donna molto rilevante nel processo di costruzione dell'identità nazionale italiana tra Otto e Novecento. I costumi alimentari assunti in quei decenni erano destinati a segnare il rapporto tra le donne e il cibo fino ai giorni nostri: non a caso, l'odierna anoressia fu identificata aIlora - soprattutto sul piano clinico - come malattia a sé stante, peraltro preceduta da una serie di patologie tipicamente femminili già caratterizzate in modo inequivocabile da appetiti disturbati, scarsi e/o bizzarri. La via del disturbo alimentare divenne così allo stesso tempo l'estremizzazione di un ideale che disincarnava le donne, e l'ovvia conseguenza del fatto che il cibo avesse assunto una posizione tanto centrale nella loro esistenza.
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Testo a stampa (moderno)
Monografia
Codice SBN
IEI0211118
Descrizione
*Figura di vespa e leggerezza di farfalla : le *donne e il cibo nell'Italia borghese di fine Ottocento / Anna Colella Firenze °etc.! : Giunti, 2003 288 p. ; 19 cm.