biblioteche, bologna, libri, cd, dvd, prestito, consultazione, autori, editori, lettura, internet biblioteca, wifi in biblioteca, biblioteche Bologna, Sala Borsa, comune bologna,comune imola, provincia bologna,regione emilia romagna

ItaEng

Hai selezionato la ricerca nel catalogo

Amo, dunque sono

Aleramo, Sibilla

1982

  • Lo trovi in
  • Scheda
  • Unimarc
Testo a stampa (moderno)
Monografia
Codice SBN SBL0310343
Descrizione *Amo, dunque sono / Sibilla Aleramo ; introduzione di Gilberto Finzi
Milano : A. Mondadori, 1982
156 p. ; 18 cm
BNI 827724
Collana Oscar , 1526
Oscar narrativa , 545
Oscar. Narrativa , 545
Autore
Aleramo, Sibilla
Note e bibliografia
Autore dell'introduzione
Finzi, Gilberto
Note e bibliografia
Dewey 853.912 NARRATIVA ITALIANA, 1900-1945
Anno pubblicazione 1982
Titolo dell'opera Amo, dunque sono
Abstract di polo “La mia unica opera di getto”: così Sibilla Aleramo definì questo romanzo epistolare, pubblicato nel 1927. Sono quarantatré appassionate lettere all’amante lontano, scritte per divenire, al suo ritorno, il “loro libro”. Protagonisti Sibilla e Luciano, enigmatico e bellissimo giovane che si sottrae al suo amore per un ritiro spirituale iniziatico. Luciano fu nella realtà Giulio Parise, fascinoso mago del cenacolo di Julius Evola, amato dalla scrittrice fra il 1924 e il 1926. Un romanzo quindi autobiografico, che conserva tuttora la sua vivacità e sincerità e ricchezza, nel solco delle migliori prose della scrittrice, e mette a fuoco le perverse atmosfere della buona società romana del periodo fascista. Come sempre, anche in queste lettere mai spedite, l’autrice si abbandona ai ricordi, soprattutto amorosi, e alla confessione delle più impercettibili sensazioni fisiche e psicologiche. Il libro, che anticipa la scrittura degli ultimi “Diari”, dà valore letterario alla quotidianità ed evoca i fantasmi della solitudine, della miseria, dell’isolamento nel panorama culturale dei tempi. Sibilla Aleramo vi rivendica il diritto all’identità di donna e scrittrice in un mondo maschile e maschilista, mostrando la contraddittorietà insita nell’essere artefice e vittima della propria immagine pubblica.