Quando sentiamo parlare di esercito romano pensiamo immediatamente a soldati dispiegati in territori lontani, circondati da popoli barbari e ostili. In effetti la maggior parte delle unità era collocata fuori dall’Italia e si concentrava nelle province dove correva il limes, il confine dell’impero.
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Il modo in cui i soldati di quei luoghi interagivano con la popolazione civile è oggi abbastanza noto. Ma cosa accadeva in Italia? Seppur in misura minore, anche qui la presenza militare era massiccia. Nelle sole Ravenna e Miseno, che ospitavano le basi delle due flotte italiane, il numero dei militari si avvicinava complessivamente a quello di Roma; vi transitavano inoltre temporaneamente anche intere legioni e reparti ausiliari in procinto di imbarcarsi. In particolare, in età alto-imperiale, la più alta concentrazione di militari era in area alto-adriatica, principalmente a Ravenna e nello scalo collegato di Aquileia. L’elevato numero di soldati e veterani stanziati o in transito rendeva queste due città simili a territori di frontiera. I militari delle flotte italiane erano infatti reclutati quasi tutti nelle province: costituivano quindi un’enclave formata da individui provenienti anche da zone remote dell’impero. Mostrare in che modo tale eterogenea compagine sociale interagisse con la restante popolazione dell’area nord-adriatica della Penisola, influenzandola profondamente, è lo scopo di questa monografia.
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Scheda
Unimarc
Testo a stampa (moderno)
Monografia
Codice SBN
UBO4922998
Descrizione
*Esercito romano e società in area altoadriatica (1.-6. sec. d. C.) / Alessandro Bazzocchi [Milano] : Biblion, c2025 238 p. : ill. ; 21 cm. (Bibliografia pag.167-228