Nella Roma di III secolo a.C., durante gli anni della seconda guerra punica, che mette a dura prova la città, i Romani decidono di consultare i Libri sibillini: per salvare Roma c’è bisogno della protezione di un’antica divinità anatolica: la Magna Mater Cibele. E così, dall’Oriente Cibele giunge a Roma per offrire sostegno a una città stremata.
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Significativo è il risalto dato nelle fonti antiche al ruolo giocato dalle matrone romane in occasione dell’arrivo della Grande Madre. Roma, fondata sulla figura preminente del paterfamilias, riconosce un certo prestigio alle matrone. E proprio la maternità è al centro della storia romana. Una serie di madri minori e surrogate, umane e divine, appartenenti al mondo animale o vegetale, si staglia con forza: da Rea Silvia, madre di Romolo e Remo, alla lupa che allatta i due gemelli; dalla dea Rumina alla casta Lucrezia. Nonostante l’indiscussa autorità del padre, alla madre è affidato l’importante compito di educare i figli. Donna colta e di stirpe illustre, Cornelia, madre dei Gracchi, diventa la madre per eccellenza.
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Testo a stampa (moderno)
Monografia
Codice SBN
BMT0018890
Descrizione
2: *Roma / Roberta Franchi Alessandria : Edizioni dell'Orso, 2019 X, 371 p. : ill. ; 24 cm