L'idea di ripubblicare Elvira Mancuso - ricorda Salvatore Nigro nella Nota al volume - era stata di Italo Calvino. Leonardo Sciascia l'avrebbe presentata ai lettori, così come aveva riproposto un'altra scrittrice siciliana - grande scrittrice - Maria Messina.
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E naturalmente, con Elvira Mancuso, il confronto corre alla Messina: simili per l'epoca in cui vissero, per l'ambito culturale del naturalismo alla Verga e alla Capuana, per la condizione femminile di cui raccontarono lo strazio, per l'emarginazione culturale in vita e poi l'oblio. Identiche, soprattutto, nello stato di scrittrici in Sicilia, in un'epoca in cui l'esserlo diventava immediatamente ribellione, quasi scandalo. Ma mentre la desolazione domina prostrante e irredimibile i personaggi di Maria Messina, nel romanzo di Elvira Mancuso circola un vento di energia testarda che non è speranza. Annuzza la maestrina (questo il primo titolo del romanzo Vecchia storia... inverosimile) non è una creatura cui «manca perfino la forza di gemere »: poverissima, intelligente e donna, coltiva un'ambizione forte, elabora strategie, si permette l'orgoglio contro l'uomo. È «una volpicina», e la sua scintilla dentro il morto conformismo del paese, basta a travolgere un uomo, prima di spegnersi. Vecchia, quindi, la storia, secondo l'apparente copione di storie rusticane; nuovissimo - e inverosimile - è il pathos, la sottile complicità: Annuzza, la volpicina, è la vita che tenta di correre lì dove nulla di vitale è consentito e dura.
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Scheda
Unimarc
Testo a stampa (moderno)
Monografia
Codice SBN
RAV0115219
Descrizione
*Vecchia storia... inverosimile / Elvira Mancuso ; con una nota di Salvatore S. Nigro Palermo : Sellerio, c1990 179 p. ; 17 cm