Accompagnato da Virgilio, Dante visitò tutti e nove i cerchi dell'Inferno, dove si puniscono per l'eternità i malvagi irredimibili; ma nel ventre di quel luogo spaventoso non trovò traccia dei disabili. Eppure, a quel tempo, essi erano considerati portatori del peccato massimo, e cioè la non conformità fisica e mentale al paradigma della specie umana, come dire all'immagine di Dio.
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Il decimo cerchio è quel pezzo di Inferno che va cercato sulla terra. Da sempre l'esser fuori da una norma è considerato un attentato all'ordine naturale delle cose, un pericolo da combattere con ogni energia. La presenza di caratteri che differenziano un individuo dalla maggioranza dei suoi simili è in grado di produrre uno svantaggio sociale, un handicap, e lo relega ai margini della comunità di appartenenza, quando non lo estromette del tutto. Nel corso dei secoli il significato di disabilità è stato molto più affine a quello di colpa e peccato, oppure di inutilità; talvolta anche di crimine. La storia della disabilità è la mappa delle più irrazionali e ataviche paure dell'uomo; l'orrore della diversità, di tutto ciò che in qualunque modo non è conforme alla corrente idea di normalità; il sospetto che possa portare sciagura e morte; la conseguente, feroce determinazione a cancellare per quanto possibile ogni segno della differenza o almeno a irreggimentarlo per negargli potenza e renderlo innocuo. Presentazione di Giorgio Cosmacini.
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Testo a stampa (moderno)
Monografia
Codice SBN
RML0208905
Descrizione
Il *decimo cerchio : appunti per una storia della disabilità / Massimo Fioranelli ; presentazione di Giorgio Cosmacini Roma ; Bari : Laterza, 2011 XVI, 127 p. ; 21 cm.
Ricorda l'autore che nel suo viaggio fra i nove cerchi dell'Inferno, Dante non trovò disabili. Per questo sceglie un titolo emblematico per ripercorrere la storia della disabilità e della sua definizione nel corso dei secoli, partendo dai contrafforti del Taigeto, passando dal buio del Medioevo al secolo dei lumi per approdare infine alla convenzione Onu del 2008.