(Bim, Casa Piani, Ceas Imolese, Ponticelli, Sesto Imolese, Sasso Morelli, Zolino, Biblioteca del Cidra, Nuova Scuola Comunale di Musica, Book City IC 7)
Il commissario De Luca è nato in parti uguali dalla inventiva letteraria e dai documenti storici. Inizia cronologicamente con lui il tipico personaggio realistico del nuovo giallo italiano, inciso sullo sfondo delle vicende politico sociali e del carattere nazionale.
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Lo si incontra in tre inchieste in cui si incrociano storia e cronaca nera, a cavallo tra l'ultimo mese di Salò e le elezioni del 1948, anni tremendi che lo cambiano, come dovettero cambiare i suoi modelli reali: da fidato poliziotto, a epurato, a reintegrato nei ranghi: ma il suo temperamento antiretorico, come non lo ha fatto stare a suo bell'agio sotto il regime, lo impaccia anche alle prime ipocrisie repubblicane. Soprattutto un fedele servitore dello Stato. Carta bianca Aprile 1945, un omicidio dei quartieri alti: un trentino dal nome tedesco, facoltoso, iscritto al partito, ucciso sembra da una donna; e mentre scoccano le ultime ore di Salò e comincia il fuggi fuggi generale, De Luca scopre un ultimo disperato traffico spionistico finanziario tra gerarchi e nazisti. L'estate torbida «Tutta una famiglia uccisa a bastonate» nella campagna romagnola: sembra un delitto di pura selvaggia malvagità, nel caos della prima estate senza fascismo, ma rivela propaggini antiche. Ufficiosamente De Luca, appena epurato dai ranghi, è coinvolto nell'inchiesta, grazie alla sua conoscenza di un passato che non è morto ancora. Via delle Oche l'indirizzo è quello di un noto bordello dove andavano i gerarchi e dove, alla vigilia delle elezioni del 1948, un factotum è trovato morto: stanze ben frequentate, da un big democristiano in particolare, e nei giorni caldi, tra le epocali elezioni l'attentato a Togliatti e Bartali maglia gialla, l'inchiesta di De Luca sarà particolarmente scabrosa.