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Un gesto, una parola, un silenzio : romanzo

Liala

Letteratura Rosa Adulti 1976

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Testo a stampa (moderno)
Monografia
Letteratura Rosa Adulti, narrativa
13 o più
Codice SBN MOD0036408
Descrizione Un *gesto, una parola, un silenzio : romanzo / Liala
Milano : Sonzogno, 1976. - 375 p. ; 19 cm.
Primo Autore
Liala
Note e bibliografia
Dewey 853 NARRATIVA ITALIANA
853.912 NARRATIVA ITALIANA, 1900-1945
Fa parte di Opere di Liala , 5
Anno pubblicazione 1976
Titolo dell'opera Un gesto, una parola, un silenzio
Abstract di polo Ivo porge a Idilia una rosa. Le dice una parola: "Amore". E le chiede di confermargli il tradimento paventato della fidanzata Fabiana. Ma Idilia tace perché l'ultima cosa che vorrebbe è ferire quell'uomo che adora. Un gesto, una parola, un silenzio: una storia dolce e forte che ha per protagonisti un gentiluomo di antico stampo, Ivo; una ragazza impetuosa e ardente, Fabiana; un'anima delicata e saggia, Idilia; un giovane sensuale e superficiale, Remigio. [Fonti: G.M. ; https://www.ibs.it/gesto-parola-silenzio-libro-liala/e/9788845424120]. - Nota sull'Aut.: LIALA (1897-1995) : // Pseudonimo di Amalia Negretti Cambiasi, scrittrice di romanzi rosa. Nata a Carate di Lario (CO) e morta a Varese. (...) [Fonti: G.M. ; https://sol.unibo.it/SebinaOpac/query/KF_AU:liala?context=catalogo]. - [APPROFONDIMENTO]: Liala, pseudonimo di Amalia Liana Negretti Odescalchi, coniugata Cambiasi (Carate Urio, 31 marzo 1897 – Varese, 15 aprile 1995), è stata una scrittrice italiana, fra le più note autrici di romanzi rosa del XX secolo. Deve il suo pseudonimo a Gabriele D'Annunzio, il quale volle darle un nome che contenesse ortograficamente un'ala. (...) Nacque da nobile madre, Petronilla Picci, e da padre farmacista, Tomaso Negretti, che aveva assunto anche il nobile cognome materno Odescalchi, ma che morì quando la figlia aveva due anni. Amalia studiò al Liceo Alessandro Volta di Como e, per seguire le orme paterne, s'iscrisse a Farmacia all'Università degli Studi di Pavia, ma nel 1919 si sposò e rinunciò a laurearsi. Suo marito, il marchese Pompeo Cambiasi, ufficiale di marina, aveva 17 anni più di lei e la portò a vivere a Moneglia, in Liguria. Da questo matrimonio nacquero le due figlie della futura scrittrice: Primavera e Serenella. L'intesa con il marchese Cambiasi però non durò a lungo e i due si separarono. Liala incontrò poi il marchese Vittorio Centurione Scotto, un ufficiale della Regia Aeronautica, che fu il grande amore della sua vita. La loro storia d'amore finì tragicamente nel 1926, quando Centurione Scotto, al comando del suo idrovolante durante un allenamento per la coppa Schneider, morì precipitando nel lago di Varese. (...) Per superare il dolore della morte di Centurione Scotto, Liala cominciò a scrivere e nel 1931 pubblicò il suo primo romanzo "Signorsì". La prima edizione, pubblicata da Mondadori, andò esaurita in soli 20 giorni. Quasi tutti i primi libri di Liala si svolgono nell'ambiente militare, che lei conosceva ed amava. I protagonisti maschili sono spesso audaci e valorosi, ispirati alle figure di Vittorio Centurione Scotto o Pietro Sordi. Quest'ultimo era un tenente colonnello al quale Liala fu legata sentimentalmente dal 1930 al 1948. La conoscenza di questi risvolti biografici, sebbene ignoti al grande pubblico, può spiegare molti aspetti della sua prima produzione artistica. Nel primo periodo (1931-1948), l'ambiente dell'Aeronautica Militare costituisce spesso lo sfondo dei suoi romanzi e delle sue novelle, che non di rado contengono spunti autobiografici ed elementi tratti dalla vita di Pietro Sordi. In questa fase, nella quale l'io narrante a volte si riferisce a Liana (ossia alla stessa scrittrice), si trovano di tanto in tanto precisi riferimenti a personaggi ed eventi storici: per esempio, nel romanzo "Buona fortuna!", l'autrice fornisce una minuta descrizione del record del mondo di velocità per idrovolanti ottenuto dal maresciallo Francesco Agello il 23 ottobre 1934. Nel 1946 Arnoldo Mondadori Editore crea per il pubblico della scrittrice il settimanale "Confidenze di Liala" (poi solo "Confidenze"). Dopo la separazione da Pietro Sordi (avvenuta nel 1948) subentra una fase che si può definire di lutto letterario (1949-1950), con la quale la scrittrice supera i problemi affettivi contingenti e inizia a scrivere il romanzo della sua vita, scolpendo a tutto tondo il ritratto del personaggio Liala, per il quale realtà e fantasia sfumano insensibilmente l'una nell'altra. (...) [Fonti: G.M. ; https://it.wikipedia.or/wiki/Liala].