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| Testo a stampa (moderno) | ||
| Monografia | ||
| Codice SBN | UMC0096218 | |
| Descrizione | L'*educazione nazionale nella vita e negli scritti di Caterina Franceschi-Ferrucci con documenti inediti / G. Chiari Allegretti Firenze : F. Le Monnier, 1932 XI, 494 p., [1] c. di tav. ; 20 cm |
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| Note | Bibliografia p. 463-476. | |
| CUBI | 147348 | |
| BNI | 1932 4509 | |
| OCLC | 799293446 | |
| Collana | Biblioteca di cultura e di letteratura | |
| Primo Autore |
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Note e bibliografia |
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| Soggetti | Educazione femminile | |
| Educazione nazionale | ||
| FRANCESCHI-FERRUCCI, CATERINA | ||
| Ideale femminile risorgimentale | ||
| Dewey | 370.109 EDUCAZIONE. FILOSOFIA E TEORIA. Storia, geografia, persone | |
| 370.1092 EDUCAZIONE. FILOSOFIA E TEORIA. Persone | ||
| Anno pubblicazione | 1932 | |
| Titolo dell'opera | L'educazione nazionale nella vita e negli scritti di Caterina Franceschi-Ferrucci con documenti inediti | |
| Abstract di polo | Nota sull'Aut. [Chiari, Gilda (1878-1943)], moglie dell'avvocato Adolfo Allegretti, fu una pedagogista e professoressa universitaria molto apprezzata in Italia, specialmente durante il fascismo, attiva soprattutto in Emilia Romagna. [N.d.B.: A Bologna le è stata dedicata una via nel quartiere Barca (traversa di via Casteldebole)]. (...) Gilda Chiari nacque a Parma da una ricca famiglia il 22 marzo 1878 e si diplomò presso l'Istituto superiore di Magistero femminile di Roma. Dal 1903 al 1907 partecipò alle vicende del Laboratorio di Pedagogia sperimentale di Ugo Pizzoli e collaborò con la «Rivista pedagogica», (SPES, n. 943), pubblicando diversi articoli. Nel dicembre 1910 sposò a Parma l'avvocato Adone Allegretti, con il quale si trasferì a Bologna, città in cui svolse il suo principale percorso professionale, di ricerca e di impegno civico. Durante la guerra ricoprì la carica di presidente dell'Associazione dei prigionieri di guerra promuovendo iniziative di carattere sociale e educativo legato al movimento femminile (Le piccole risparmiatrici e il prestito nazionale, 1916). In quegli anni fu docente presso la scuola normale «Laura Bassi» di Bologna e membro influente della sezione bolognese del Gruppo di azione per le scuole negli anni '20. Nel 1916 conseguì la libera docenza in Pedagogia presso l'università di Bologna, prima donna in Italia (così è riportato sulla «Rivista pedagogica»). Insegnò dal 1916 come libera docente contemporaneamente a Giuseppe Michele Ferrari e tenne corsi per incarico anche presso l'università di Pisa tra 1931 e 1932. Pubblicò saggi di pedagogia (Esposizione critica dei sistemi di educazione ed istruzione infantile e primaria inferiore in Italia ed all'estero, 1916; L'intervento formativo nella vita dello spirito e la pedagogia, 1919), accanto a scritti di argomento storico (partecipò alla Deputazione di Storia patria per le antiche provincie di Romagna, La scuola privata di Paolo Costa, 1928) e su figure femminili dell'800 (L'educazione nazionale nella vita e negli scritti di Caterina Franceschi Ferrucci, 1922). Sfollata a Sestola (Modena) a causa della guerra, la C. qui morì il 26 agosto 1943. (...) [Fonti: http://dbe.editricebibliografica.it/cgi-bin/dbe/Scheda?571 ; G.M.]. - Nota sul Sogg. [Franceschi Ferrucci, Caterina (Narni, Terni 1803 gen. 26 - Firenze 1887)]: Pedagogista e scrittrice. (...) Caterina Franceschi nacque a Narni nel 1803. Iniziò a interessarsi ai classici e alla letteratura fin da giovane, anche componendo versi molto apprezzati. Nel 1827 sposò a Macerata il latinista Michele Ferrucci, che era a quel tempo insegnante nel locale Collegio. Seguì il marito a Bologna, ove rimase fino a che, nel 1836, date le idee del Ferrucci, dovettero andare in esilio a Ginevra. Infine si trasferì a Pisa nel 1844, seguendo il marito, chiamato ad insegnare all'Università. Dopo la nascita dei figli, e in particolare della figlia Rosa (1835), Caterina Franceschi Ferrucci si impegnò negli studi pedagogici, segnatamente di pedagogia femminile, pubblicando tra l'altro nel 1845 "Dell'educazione morale della donna italiana". Dal 1849 diresse il neonato Istituto di educazione femminile delle Peschiere a Genova, la cui attività venne però ben presto interrotta e quindi, tornata a Pisa, continuò a lavorare pubblicando varie opere su argomenti di carattere pedagogico e letterario. Tra l'altro pubblicò nel 1856 "I primi quattro secoli della letteratura italiana, dal secolo XIII al secolo XVI"; nel 1857 pubblicò gli scritti della figlia Rosa, morta in giovane età, e ne curò la biografia. Fu la prima donna ad essere annoverata, nel 1871, tra i soci corrispondenti dell'Accademia della Crusca. Morì a Firenze il 28 febbraio 1887. (...) [Fonti: https://siusa-archivi.cultura.gov.it/cgi-bin/pagina.pl?TipoPag=prodpersona&Chiave=198&RicProgetto=personalita ; G.M.]. |