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Il bottino : come Israele ha rubato le proprietà palestinesi

Raz, Adam

2025

Abstract

Mentre la deumanizzazione dei palestinesi raggiungeva il suo apice, Adam Raz è tornato a indagare le radici del conflitto, facendo luce su un lato della Guerra arabo-israeliana del 1948 strategicamente rimosso dalla memoria collettiva: il saccheggio di case, negozi e fattorie palestinesi da parte di combattenti e coloni israeliani. [...]
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Monografia
Codice SBN LO12170376
Descrizione Il *bottino : come Israele ha rubato le proprietà palestinesi / Adam Raz ; traduzione di Chiara Fioravanti ed Elena Gritti
Milano : Meltemi, 2025
375 p. ; 21 cm
ISBN 9791256153633
Collana Visioni eretiche , 24
Autore
Raz, Adam
Traduttore
Fioravanti, Chiara <traduttrice>
Note e bibliografia
Gritti, Elena <1980- >
Note e bibliografia
Soggetti CONFLITTO ARABO-ISRAELIANO - 1948 - Saccheggi
Dewey 364.16095694 CRIMINOLOGIA. REATI CONTRO LA PROPRIETA. Palestina e Israele
956.042 STORIA DEL MEDIO ORIENTE (VICINO ORIENTE). GUERRA ARABOISRAELIANA, 1948-1949
Anno pubblicazione 2025
Titolo dell'opera Bizat ha-rekhush ha-' Arvi be-Milhemet ha-' Atsma'ut
HA TIT. TRADUZIONE INTERMEDIA Loot. How Israel stole Palestinian property
Abstract di polo Mentre la deumanizzazione dei palestinesi raggiungeva il suo apice, Adam Raz è tornato a indagare le radici del conflitto, facendo luce su un lato della Guerra arabo-israeliana del 1948 strategicamente rimosso dalla memoria collettiva: il saccheggio di case, negozi e fattorie palestinesi da parte di combattenti e coloni israeliani.
Grazie a un’ampia ricerca su fonti primarie – rapporti militari, giornali, lettere e diari –, Raz ricostruisce la storia cronologica di queste “sparizioni” e fornisce una lucida analisi della vicenda da una prospettiva socio-politica. Il suo lavoro svela il legame tra le razzie compiute e le politiche dell’allora primo ministro David Ben Gurion, che miravano a estendere le rivendicazioni israeliane sulle terre dei palestinesi e a mettere in ginocchio la loro economia, facendo sì che non avessero più nulla a cui tornare.
In questo scenario emerge la complicità criminale di molti civili israeliani, che fecero bottino dei beni appartenuti a quelli che – prima di diventare nemici – erano i loro vicini di casa.