Sacha è uno scrittore. A quasi quarant'anni, single e senza figli, è arrivato a un punto della vita in cui sente il bisogno di cambiare aria, demolire per ricostruire, inseguire un tempo più lento, ritrovare la concentrazione perduta. Decide così di lasciare Parigi per trasferirsi a V., una cittadina nel sud-est della Francia, dove fa un incontro inaspettato.
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Un amico che non vede da anni, da quando erano studenti e viaggiavano insieme in autostop. L'autostoppista adesso vive con Marie, traduttrice letteraria, e il figlio, Agustín, ma è ancora attratto dal mito del vagabondaggio senza meta. Dal suo arrivo, le assenze dell'autostoppista si fanno via via più frequenti e Sacha entra a far parte della vita di Marie e Agustín. Tutti e tre lo seguono nel suo girovagare attraverso le cartoline che invia regolarmente. E sono proprio le parole ad avere un ruolo fondamentale nel romanzo di Prudhomme, quelle delle cartoline, quelle tradotte da Marie, ma anche le parole della musica e della poesia. Vite di passaggio è un libro impressionista sul tempo che passa. L'autostoppista non è altro che il doppio ideale dello scrittore che racconta e osserva, in un gioco magnetico di attrazione e repulsione tra ciò che siamo e ciò che avevamo sognato di essere.
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Scheda
Unimarc
Testo a stampa (moderno)
Monografia
narrativa
Codice SBN
LO11839836
Descrizione
*Vite di passaggio / Sylvain Prudhomme Roma : 66thand2nd, 2021 261 p. ; 21 cm