| Abstract di polo |
Come videro e giudicarono Bologna gli scrittori stranieri che, fra il Quattrocento e l’Ottocento, vi soggiornarono? Con Bologna negli scrittori stranieri (1927-1933), Albano Sorbelli guida il lettore nella selva delle testimonianze che i diversi visitatori europei hanno lasciato sulla città dello Studio (da Giusto Lipsio a Montaigne, da Montesquieu a Goethe, da Gautier a Dickens). Dall’alto dei colli o delle torri gentilizie, quei viaggiatori scorgevano nella città, non di rado, la forma di una nave arenata nella pianura, con la torre degli Asinelli come albero maestro: una Bologna ferma nello spazio ma orgogliosamente in viaggio nel tempo e nella storia degli uomini. Scopriamo così che molti luoghi comuni (come la tradizionale bonomia, lo straordinario corredo di portici, la bellezza e l’arguzia delle donne, la qualità del cibo…) affondano le loro radici nelle vicende del passato. Né manchiamo di apprendere che molte famose caratteristiche della città si sono via via perdute, con la trasformazione della società e del territorio bolognese e con il conseguente mutare della mentalità. La ricca antologia di Sorbelli si offre allora come un prisma stratificato nei secoli, come una viva opera della memoria, capace di restituirci quella Bologna che a un filosofo come Hulme, che la visitò al principio del Novecento, appariva ancora "a perfect town", una perfetta città. Allievo di Pio Carlo Falletti e di Giosuè Carducci all’Università di Bologna, Albano Sorbelli (Fanano 1875 – Ca’ d’Orsolino 1944) si laurea nel 1898 con una tesi sulle cronache bolognesi del XIV secolo. Si specializza poi negli studi storici, non senza una cura particolare per la cultura bolognese (si ricordi, ad esempio, la Storia dell’arte a stampa a Bologna , il primo volume della Storia di Bologna e il primo della Storia dell’Università di Bologna ). Incisiva e autorevole fu anche l’opera che svolse, dal 1904, come direttore della biblioteca comunale dell’Archiginnasio. Ebbe la responsabilità scientifica di importanti collane editoriali (come il monumentale "Chartularium" dello Studio bolognese, la serie degli "Studi e memorie" per la storia dell’Università di Bologna e la preziosissima raccolta degli "Inventari dei manoscritti delle biblioteche d’Italia", fondata dal Mazzatinti). La sua lunga fedeltà al maestro della giovinezza si rispecchiò nella cura dell’edizione nazionale delle opere e dell’epistolario di Giosué Carducci. [Fonte: https://buponline.com/prodotto/bologna-negli-scrittori-stranieri/]. - Nota sull'Aut. [Sorbelli, Albano (Fanano, MO, 1875 - Benedello, id., 1944)]: Insegnante, direttore della Biblioteca comunale dell'Archiginnasio di Bologna, fondatore della Biblioteca comunale popolare di Bologna, docente di bibliografia e biblioteconomia. |