| Abstract di polo |
I portici di Bologna rappresentano un importante patrimonio architettonico e culturale per la città e ne sono simbolo insieme alle numerose torri. Non esiste al mondo un'altra città che abbia tanti portici quanto Bologna: tutti insieme i porticati misurano in lunghezza quasi 40 chilometri solo nel centro storico e raggiungono i 62 km contando quelli fuoriporta. Per via della loro rilevanza artistico-culturale, dal 2021 una parte dei portici bolognesi è un bene culturale patrimonio dell'umanità dell'UNESCO [L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (in inglese United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, da cui l'acronimo UNESCO)]. (...) - [Storia]: «Sovente, alle due di notte, rientrando nel mio alloggio, a Bologna, attraverso questi lunghi portici, l'anima esaltata da quei begli occhi che avevo appena visto, passando davanti a quei palazzi di cui, con le sue grandi ombre, la luna disegnava le masse, mi succedeva di fermarmi, oppresso dalla felicità, per dirmi: Com'è bello!» (Stendhal, Voyages en Italie, 1826). (...) I portici di Bologna nacquero in maniera pressoché spontanea, probabilmente nell'alto medioevo, come una proiezione (all'inizio abusiva) di edifici privati su suolo pubblico allo scopo di aumentare gli spazi abitativi. La prima testimonianza storica risale già all'anno 1041. In un primo periodo si aumentò la cubatura delle case ampliando i piani superiori con la creazione di sporti in legno sorretti dal prolungamento delle travi portanti del solaio e, in caso di forte sporgenza, da mensole dette "beccadelli". Con il tempo gli sporti aumentarono in grandezza e fu necessario costruire colonne di sostegno dal basso perché non crollassero (...). I portici offrivano riparo dalle intemperie e dal sole, permettendo di percorrere le strade con qualsiasi condizione atmosferica. Inoltre, costituivano anche un tramite per l'espansione di attività commerciali e artigiane e rendevano meglio abitabili i pianterreni, isolandoli dalla sporcizia e dai liquami delle strade. Nei secoli successivi il successo dei portici fu determinato dalla necessità di far fronte al forte incremento della popolazione dovuto all'arrivo di studenti e dotti all'Università di Bologna ed anche all'immigrazione dal contado. La massiccia espansione dei portici si ebbe a partire dal 1288, quando un bando del Comune stabiliva che tutte le nuove case dovessero essere costruite con il portico. (...) [Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Portici_di_Bologna ; varie ; G.M.]. - Nota sul Regista: Cesare Bastelli (Modena, 9 ottobre 1949) è un direttore della fotografia e regista italiano. (...) Cresciuto a Bologna ha frequentato il DAMS (...). Attraverso la conoscenza di Lucio Dalla, col quale ha collaborato negli anni Settanta e Ottanta, ha incontrato Pupi Avati. Ha lavorato in tutti i film del regista bolognese come aiuto regista e, in seguito, come fotografo di scena e direttore della fotografia; sempre come aiuto regista ha collaborao, tra gli altri, con Marco Bellocchio, Roberto Faenza, Marco Ferreri. È stato direttore della fotografia anche di documentari e videoclip musicali e si è dedicato al montaggio. Il suo primo film da regista è Una domenica sì. (...) [Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Bastelli]. |