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I musei archeologici della provincia di Bologna

Brizzolara, Anna Maria

Nuova Alfa 1989

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Testo a stampa (moderno)
Monografia
Codice SBN CFI0208286
Descrizione I *musei archeologici della provincia di Bologna / Anna Maria Brizzolara ; consulenza di Giorgio Gualandi
Bologna : Nuova Alfa, [1989]
211 p. : ill. ; 23 cm
Note In testa al front.: Provincia di Bologna; Istituto di archeologia dell'Università degli studi di Bologna.
ISBN 9788877791023
8877791020
OCLC 849237602
Autore
Brizzolara, Anna Maria
Consulente
Gualandi, Giorgio <1931-1992>
Note e bibliografia
Soggetti MUSEI ARCHEOLOGICI - BOLOGNA <Provincia>
Dewey 930.107 ARCHEOLOGIA. Educazione, ricerca, soggetti connessi
930.10744541 ARCHEOLOGIA. Musei, collezioni, esposizioni. Bologna <prov.>
Luogo pubblicazione Bologna
Editori Nuova Alfa
Contiene 1 Titolo analitico
Anno pubblicazione 1989
Titolo dell'opera I musei archeologici della provincia di Bologna
Abstract di polo Il Museo Civico Archeologico di Bologna ha sede nel quattrocentesco Palazzo Galvani [in Via dell'Archiginnasio 2, 40124, l'antico “Ospedale della Morte”] fin dalla sua inaugurazione ufficiale, avvenuta il 25 settembre del 1881. Ospita le ricche collezioni archeologiche provenienti dall'antico Museo Universitario dalla donazione del pittore Pelagio Palagi e dagli scavi condotti a Bologna e territorio tra la fine dell'Ottocento e gli inizi del Novecento. Il Museo si colloca tra le più importanti raccolte archeologiche italiane ed è soprattutto rappresentativo della storia locale, dalla preistoria all'età romana. La sua sezione etrusca è il punto di partenza per conoscere la civiltà dell'Etruria padana, che ebbe come capitale Bologna, l'etrusca Felsina. Le antiche collezioni conservano capolavori dell'arte greca e romana; di particolare rilievo è la raccolta di antichità egiziane, una delle più importanti d'Europa. (...) [Fonti: http://www.comune.bologna.it/museoarcheologico/ ; G.M. (Adattam.)]. - [Sale esterne al Museo]: La capanna villanoviana ai giardini Margherita: Delle abitazioni della Bologna etrusca del periodo più antico (IX - metà del VI secolo a.C.) non rimane quasi nulla: erano infatti costruite con legno, argilla e canne, materiali fragili, che nel corso del tempo sono andati distrutti. Tuttavia il terreno ha conservato la traccia dell'abitazione sotto forma di una macchia di terreno scuro con ceneri, frammenti di vasi e resti di cibo: da questi resti gli archeologi riescono a ricostruire forma, dimensioni e struttura delle capanne. L'idea di ricostruire un'antica capanna villanoviana a grandezza naturale è nata dall'esempio dei parchi didattici realizzati in tutta Europa per consentire al pubblico di cogliere con immediatezza ed efficacia aspetti della vita quotidiana dei popoli antichi. La capanna è a pianta circolare, con un diametro di 4 metri e pavimento interrato per 80 centimetri. Per la costruzione delle pareti e del tetto sono state utilizzate tecniche tradizionali, in uso nelle campagne padane fino a poco tempo fa; probabilmente queste tecniche non differiscono molto da quelle adottate nell'antichità. La realizzazione di questo progetto ha anche permesso alcune utili osservazioni sui modi di vita antichi. Ad esempio si è calcolato come utilizzando il lavoro di tre persone la costruzione della capanna sarebbe stata ultimata in non più di quindici giorni. L'abitabilità è risultata eccellente: grazie alla forma circolare poco disperdente e ai materiali molto coibenti, l'accensione del fuoco nel focolare al centro della capanna permette di raggiungere rapidamente condizioni di benessere: poche braci sempre accese dovevano essere sufficienti per un buon riscaldamento dell'ambiente. Inoltre questo tipo di costruzione ha una notevole durata: nella campagna ravennate infatti si conservano ancora capanne con il tetto di paglia costruite circa novant' anni fa. (...) [Fonte: http://www.museibologna.it/archeologico/luoghi/47685/tipo/3582/offset/0/id/48682]. - [Altri musei in provincia di Bologna]: Museo Civico Archeologico L. Fantini a Monterenzio: l'attuale sede, inaugurata nel luglio del 2000, fu il risultato di un notevole sforzo congiunto da parte del Comune di Monterenzio, della Comunità Montana, della Regione Emilia-Romagna, del Ministero per i Beni Culturali e dell’Università di Bologna. Nel 2006 la superficie espositiva del museo fu ampliata all’esterno dell’edificio, con la ricostruzione in scala reale di un modello di casa dell’abitato etrusco-celtico di Pianella di Monte Savino. Il Museo è incentrato principalmente sull'insediamento etrusco-celtico scoperto alla fine degli anni '70, presso il vicino Monte Bibele. Complementare alla visita al museo è il percorso nell'area archeologica di Monte Bibele, raggiungibile in auto e dopo una breve passeggiata nel bosco. - Museo Nazionale Etrusco "Pompeo Aria" e area archeologica di Kainua a Marzabotto : Il Museo Nazionale Etrusco è intitolato alla memoria del Cont Popeo Aria che sulle orme del padre Giuseppe organizzò il primo nucleo della collezione. Sorge sul margine dell’ampia area archeologica, interamente di proprietà dello stato. È proprio la consistenza dei resti strutturali di questa antica città a fare del sito un caso unico nel panorama dei centri abitati etruschi. A differenza di altre città etrusche -come ad esempio l’antica Felsina che dall’antichità ad oggi fu popolata senza soluzione di continuità- qui l’abbandono del sito garantì la conservazione quanto meno dell’impianto urbano nel suo disegno originale, cosa che ci consente ancora oggi di percorrere le antiche strade lungo le quali si snodano case di abitazione, aree artigianali ed edifici sacri. (...) [Fonti: https://www.bolognatoday.it/social/musei-siti-archeologici-bologna.html ; G.M. (Adattam.)].