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Manifesto della cura : per una politica dell'interdipendenza

The care collective

2021

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  • Scheda
  • Unimarc
Testo a stampa (moderno)
Monografia
Codice SBN RML0471371
Descrizione *Manifesto della cura : per una politica dell'interdipendenza / The care collective (Andreas Chatzidakis, Jamie Hakim, Jo Littler, Catherine Rottenberg, Lynne Segal) ; traduzione Marie Moise, Gaia Benzi ; prefazione Sara R. Farris ; postfazione Jennifer Guerra
Roma : Alegre, 2021
124 p. ; 21 cm
ISBN 9788832067491
Collana Feminist
Autore
The care collective
Chatzidakis, Andreas
Hakim, Jamie
Littler, Jo
Rottenberg, Catherine
Segal, Lynne
Note e bibliografia
Autore dell'introduzione
Farris, Sara R.
Note e bibliografia
Autore della postfazione, colophon, ecc.
Guerra, Jennifer
Note e bibliografia
Traduttore
Benzi, Gaia
Moïse, Marie
Note e bibliografia
Soggetti WELFARE STATE - Teorie
Dewey 361.3019 PROBLEMI SOCIALI E ASSISTENZA SOCIALE IN GENERALE. SERVIZIO SOCIALE. Principi psicologici
361.65 POLITICA SOCIALE. STATO SOCIALE
Anno pubblicazione 2021
Titolo dell'opera The care manifesto
Abstract di polo La pandemia ha svelato la centralità sociale dei lavori di cura: badanti, infermiere, lavoratrici domestiche, fattorini, rider e addetti alle pulizie hanno dominato per giorni la scena pubblica. Ma anche se di cura oggi si parla tanto, l'incuria continua a regnare sovrana. Il sistema neoliberista l'ha infatti ridotta a questione individuale, da comprare sul mercato, con una progressiva privatizzazione dei servizi sanitari, sociali e alla persona che privilegia i profitti sulle vite di tutte e tutti noi. Ma se i ricchi possono delegare i propri bisogni quotidiani a soggetti oppressi (donne e migranti) come possiamo dare vita a sistemi in cui l'interdipendenza degli uni dagli altri sia finalmente riconosciuta, in forme solidali e paritarie? Il collettivo inglese Care Collective risponde a questa domanda individuando quattro cardini fondamentali per dare vita a comunità di cura: il mutuo soccorso, lo spazio pubblico, la condivisione di risorse e la democrazia di prossimità. Facendo tesoro delle buone pratiche dei movimenti femministi e ambientalisti propone una cura reciproca, non paternalista né assistenzialista: una «cura promiscua», che non discrimina nessuno ed è fuori dalle logiche di mercato. L'obiettivo è arrivare a un vero e proprio «stato di cura» che non solo crea infrastrutture di welfare «dalla culla alla tomba» ma genera una nuova idea di democrazia orientata ai bisogni collettivi. Dimostrando che la cura è il concetto e la pratica più radicale che abbiamo oggi a disposizione.