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La Veneranda pittura della Vera Croce di Piero della Francesca

2019

Abstract
Sin dal Concilio di Nicea II del 787, era riconosciuto che «chi venera l'immagine [sacra] venera la realtà di chi in essa è raffigurato», e che «quanto più frequentemente queste immagini sono contemplate, tanto più quelli che le contemplano sono innalzati al ricordo e al desiderio dei modelli originari». Questi due principi costituiscono il filo conduttore del presente saggio, nel quale l'Autore indaga sui motivi per i quali la Storia della Vera Croce dipinta da Piero, nella basilica di San Francesco in Arezzo, era ed è da «venerare; peculiarità dovuta non solo alla bellezza estetica e alla perfezione di forme e di colori, quanto e soprattutto alla «realtà» invisibile che essa «raffigura» all'animo e all'intelletto. Immaginando di inoltrarsi all'interno della basilica prima nelle vesti di un legnaiolo aretino, poi in quelle di un patrizio veneziano, e infine di un magistrato fiorentino, Mendogni propone una rappresentazione della «realtà» invisibile, con le sue sfaccettature, storiche, [...]
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